
Dopo il secondo Negroni si lasciò scivolare, come suo solito, in una deriva di pensieri, politico-filosofici, da redentore del mondo: si odiava per questo, odiava quel mare di masturbazioni mentali nel quale puntualmente, però, trovava rifugio, riparo sicuro dalla routine della sua vita quotidiana; l'alcol appena entrato in circolo gli trasmetteva immediatamente una forte alterazione della coscienza, disinibendo la sua atavica timidezza.
Questo già al primo Negroni, che normalmente si scolava in pochi minuti, con vera urgenza di combattere arsura.
Il secondo lo beveva sempre con più calma, gustandone la precisa suddivisione delle parti: 1/3 di gin 1/3 di vermouth rosso 1/3 di bitter campari, ed è durante questo rito godurioso che la sua retorica si faceva sempre più serrata, le sue opinioni sui fatti del mondo sempre più nette ed intransigenti, gli veniva fuori anche una strana intolleranza verso le stupidità umane e la certezza di riuscire ad individuarle al primo sguardo o alla prima parola (sic)...a dirla tutta il suo atteggiamento poteva risultarte sgradevole, se non irritante, ed il primo a rendersene conto era lui stesso che il giorno seguente non mancava quasi mai di rimproverarsi aspramente quelle derive alcoliche che però, puntualmente, alla prima occasione buona si ripresentavano.
Un modo per evitare queste spiacevoli situazioni ci sarebbe anche stato: evitare di bere Negroni, aveva notato infatti che solo questo cocktail gli procurava quel particolare e fastidioso stato d'animo, quella odiosa tendenza a pontificare, ad ergersi paladino del pensiero libero e, soprattutto, quell'esacerbante logorrea; questa soluzione però lo spaventava un pò, ed ogniqualvolta si ritrovava davanti un cameriere con un taccuino ancora bianco, non riusciva ad evitare che la scrittura rapida ed esperta del barista vergasse con lettere armoniose l'amata/odiata parolina magica: Negroni!*
*Ho avuto modo di intrattenermi con questa persona in una delle sue performance a base di Negroni, e devo dire, ad onor del vero, che la sua autocritica risulta esagerata, i suoi argomenti mi sono sembrati interessanti, e le sue analisi, per quanto a volte eccessivamente prolisse, comunque sempre acute e spesso condivisibili...e, qualora non fosse stato così, vi domando: avete mai bevuto un buon Negroni?!
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