2 dicembre 2009

Feticismo letterario

Quando finisco di leggere un romanzo rimango attaccato alle sensazioni delle ultime frasi, al colore delle parole conclusive, che non mi convincono (quasi) mai del tutto; le leggo e rileggo decine di volte, ostinatamente, ma non c'è molto da fare: una fine è una fine, non ti lascia grandi alternative, se non quella di chiudere il libro e, al limite, soppesarlo per constatare se sia più leggero dall'inizio della lettura, e se si di quanto, verificare quanta della sua consistenza sia svanita: diventata cibo per la mente, per la coscienza, e, quando va propio bene, per l'anima.

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