14 febbraio 2011

Nostalgia

E' del tutto comprensibile, umano, lasciarsi andare ed immergersi nel sentimento della nostalgia.
Lo struggimento che si prova al ricordo di una persona, di un luogo, di una situazione, è nell'ordine naturale delle cose; quella lacrima, che spunta dai nostri occhi di fronte ad un
ricordo che credavamo sbiadito dal tempo, è sintomo di ricca vita interiore, di sensibilità, è acqua nel deserto, linfa vitale, è la dimostrazione della ricchezza, spesso latente, dell'animo umano.





   


Il Sole, al mattino, sorge, ed illumina sempre lo stesso paesaggio.
Passano le ore, si allungano le ombre, ed il buio, puntuale, torna ad avvolgere le familiari valli, appena rischiarate dal primo quarto di Luna; chiarore lunare che, progressivamente, aumenterà, fino a rendere la notte chiara come l'alba; per poi scomparire, lasciando brillare nella nera volta celeste il ricordo di milioni di piccoli puntini fiammeggianti.
Le stagioni si susseguono: il freddo Inverno è gradualmente sostituito dalla mite Primavera; quasi non ci si accorge del loro accordo, finchè, qualcosa, nell'aria, non arriva a solleticare i nostri sensi assopiti, risvegliandoli, ed allora è tutto un fiorire di voglie, uno sbocciare di passioni, rese sempre più torride dall'avanzare infuocato dell'Estate, che quasi fosse solo il naturale sviluppo della Primavera, e non un'altra stagione, ci sorprende con la sua canicola, rallentando i nostri movimenti, rendendoli piacevolmente languidi, fintanto che la frequenza delle piogge non aumenta, e l'aria si fa più fresca, ed abbiamo, quasi improvvisamente, bisogno d'indossare una maglia in più: è l'Autunno, che, a colpi di temporali, si fa spazio ai danni di un'Estate che è gia diventata ricordo; e così, tra le poche foglie, gialle e rosse, che ancora resistono sugli alberi, ormai quasi del tutto spogli, e le spiagge, melanconicamente deserte, il mare in burrasca, e le prime cime innevate, ci ritroviamo, quasi senza accorgercene, ad indossare il pesante cappotto, fedele compagno durante il rigido Inverno, che, puntuale, torna, come sempre, dal suo viaggio nell'altro emisfero.

L'apparente immutabilità del tempo, dei suoi cicli, che, puntuali, ritornano, rappresenta la probabile scintilla della nostalgia.

Quante volte avete raccontato le avventure di quella meravigliosa Estate?
Quanti aneddoti si sono stratificati nel vostro cervello riguardo a quel bellissimo Natale?
E le follie a quel veglione di fine anno!?
Per quanto ogni singolo secondo si ripeta, esso non sarà mai lo stesso che l'ha preceduto.
Nonostante le stagioni ritornino, con le loro feste comandate, con i loro odori, i loro sapori, sarà quantomeno improbabile trovarne una uguale all'altra; ed anche se una percezione distorta della realtà, causata, ad esempio, dalla frequentazione delle stesse persone, degli stessi luoghi, potrebbe far apparire, al nostro ricordo, somiglianze con l'attualità, queste non sarebbero, appunto, altro che similitudini, imposte al nostro cervello da quel sentimento chiamato nostalgia. Quel sentimento dal quale non è umano essere immuni.                                                                                   

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