Sono diversi mesi, almeno credo, non ricordo più bene, che ho preso l'abitudine di andare a passeggiare, nei pomeriggi oziosi, al cimitero comunale; a conti fatti, senza voler passare per un tipo macabro o particolarmente eccentrico, è quello un buon posto per cercare di rilassare i nervi, immergendosi in una quiete certa e, tutto sommato, famigliare.
I vialetti, ricoperti di ghiaia e delimitati da verdi siepi ben tenute, accompagnano dolcemente il visitatore in un percorso della memoria, di sottrazzione all'oblio del tempo tiranno; camminando tra le tombe di quest'antico camposanto, infatti, i monumentali sepolcrei eretti dalle famiglie più nobili ed agiate del paese si alternano alle più umili, e numerose, sepolture dell'intera popolazione, e basta posare lo sguardo sulle foto, sui nomi, per accorgersi che sono gli stessi che popolano tuttora le case del borgo vecchio: fisionomie ben conosciute mi guardano silenziose passeggiare tra le loro tombe, nomi d'antenati, più o meno recenti, tramandati, come da tradizione, di generazione in generazione(così il bimbo battezzato ieri l'altro porta lo stesso nome del suo trisavolo, battezzato più di cento anni prima nella stessa chiesa) mi salutano riverenti.
Una leggera e piacevole brezza rinfresca la calura delle ore centrali del giorno, le panchine, sistemate all'ombra dei cipressi, giungono gentili in soccorso delle mie membra stanche.
Così passeggio.
Passeggio e trovo pace.
Le poche persone che incontro, rispettose del mio stato di quiete, tirano dritto per non disturbare, ed anche quando negli stretti vialetti quasi ci si sfiora, si comportano come se non mi vedessero affatto, imbarazzate forse dalla serenità che emana il mio viso rilassato, o, più probabilmente, anche loro immerse nello stato di quiete che questo posto sembra effondere...
Spingendosi al limite esterno del campo, quello che s'affaccia ad Ovest, verso i monti, si può vedere il paese arroccato sul colle prospicente il campo stesso: si possono vedere le automobili che gli girano continuamente intorno, entrando ed uscendo dalle sue antiche mura senza soluzione di continuità, si possono osservare uomini e donne camminare affannati, carichi di buste della spesa, nel piazzale del nuovo, modernissimo, centro commerciale; tutt'intorno si scorgono le campagne, attraversate dal lavorio incessante dei mezzi agricoli; vedere il paese nel pieno della sua attività giornaliera da questo posto, aumenta la sensazione di distacco che provo, facendomi sentire come se fossi al di fuori del tempo, sospeso tra due dimensioni...
La pace crea i presupposti per la meditazione, che, a sua volta, inevitabilmente genera pensieri e riflessioni...
Così continuo a passeggiare.
Passeggio e medito.
Medito sull'essenza di questa vita(tutta questa spiritualità ha allargato l'orizzonte dei miei pensieri...) sul significato dei sacrifici che compiamo ogni giorno per migliorarla, medito sulla velocità che circonda la mia isola oziosa, medito su quanto mi senta fuori posto in questo tempo tecnologico, figlio di un'altra epoca, figlio di un altro mondo.
Medito e passeggio.
Passeggio e medito, mentre il tempo passa...
Mi accorgo, infatti, dalle ombre sempre più lunghe che si estendono all'interno del cimitero, che il sole si è abbassato notevolmente sulla linea dell'orizzonte, tra poco scomparirà dietro le cime dei cipressi più alti ed il buio presto avvolgerà tutto il campo, tornando a dividere il mondo dei vivi da quello dei morti...perchè la notte, se si è vivi, non è fatta per stare in questo posto, la notte forse davvero lo spirito degli antenati esce fuori dalle dimore eterne per sgranchirsi un po' le ossa...
I pochi visitatori rimasti sono andati via, questo momento è ancora più estatico: uno spettacolare tramonto colora di rosso le nuvole in cielo e tutte le cose sulla terra, il vento è completamente assente, anche i rumori di tutte le attività circostanti sono spariti; chiudo gli occhi per ascoltare meglio la meraviglia che mi circonda, li riapro che siamo già al crepuscolo, è ora di andare, è ora di lasciare quest'incanto per tornare nel mio tempo...
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