22 agosto 2012

Nel cassetto


Cinque pacchetti di sigarette, comprati per combattere l’ansia di rimanere senza e una quindicina d’accendini, sottratti più o meno inconsapevolmente ai precedenti proprietari, se ne stanno ammonticchiati in un angolo del cassetto del comodino a fianco del mio letto, a monito del mio passato da fumatore; vicino a quel pezzettino di tabaccheria, in antitesi, si trovano l’inalatore aerosol pressurizzato, lo spray nasale e una confezione di antistaminici, a monito delle reiterate bronchiti asmatiche da allergia.

Il cassetto è disordinato per natura, e reagisce con furore ad ogni mio tentativo di riportarlo all’ordine.

Nel caos spiccano dei cartoncini colorati e mezzi strappati, sono i biglietti delle partite di calcio della mia squadra del cuore, le partite vinte, dei tagliandi delle partite perse raramente rimane traccia. Poi tanti piccoli oggetti di qualsiasi tipo, dai centesimi di Euro ai bottoni, bracciali, elastici per capelli, medicinali ormai inutilizzabili, campioncini di profumo e cianfrusaglia addirittura di difficile identificazione.

La mia attenzione, ormai, è completamente assorbita dal caos centrifugo del cassetto, mentre la musica dei Flaming Lips è un tutt’uno con l’ambiente e la luce del sole entra dalle fessure delle persiane sempre più a fatica.

La busta bianca con sopra scritto il mio nome risalta nettamente nello scompiglio di forme e colori; racchiude in se un foglio di carta per lettere scritto quasi interamente ed ornato da una serie di disegnini puerili come: cuoricini, fiorellini, stelline…puerili e gentili, commoventi e tardo adolescenziali come forse solo un innamoramento sa essere…La busta contiene, inoltre, i residui di un profumo appena percettibile e non più definibile, la figurina di una squadra di calcio(identificata in unica avversaria amorosa…), alcuni ricordi indelebili e i residui di un’illusione.

Decido che è arrivato il momento di mettere ordine e fare pulizia, butto via gli oggetti obbiettivamente inutili(quasi tutti…) conservati nei mesi per inerzia, rimetto a posto le poche cose da conservare cercando di disporle in maniera organizzata; ripiego la lettera, la rimetto nella sua busta, chiudo gli occhi e la soppeso, una serie veloce di immagini attraversano il mio spazio visivo, basta un attimo…rimetto la busta da lettera con su scritto il mio nome in un angolo pulito, l’appoggio con estrema delicatezza, la guardo un attimo con un lieve sorriso e richiudo il cassetto.

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