Frammenti
Brevi racconti, velleità poetiche e diario occasionale.
9 dicembre 2024
Chi sono?
13 novembre 2024
La difficile arte della pace
25 agosto 2024
1 maggio 2024
3 ottobre 2023
21 giugno 2021
Ieri notte ti ho sognata
Da quando mamma ha a che fare con l'aritmia non si può stare mai tranquilli, e la notte faccio fatica a prendere sonno, e quando dormo lo faccio con un occhio aperto. Ieri notte era così, facevo fatica a dormire, sopraffatto dall'ansia, poi mi sono addormentato e sei arrivata tu, nelle forme e nelle situazioni più disparate, ma eri tu, e l'ansia è sparita, e mi sono svegliato riposato e tranquillo, e mi sono detto che è triste non avere la capacità di farti arrivare tutte le volte che ho bisogno, o di non essere con te tutte le volte che hai bisogno, e mi sono sentito un po' solo.
2 maggio 2021
Per un amico
Così è già passato più di un anno da quando te ne sei andato. Sembra un secolo, o sembra un giorno, non lo so, non credo abbia importanza. Ti ho pensato spesso in questo anno, l'ho fatto a volte con rabbia, perché, te lo devo dire, un po' mi hai fatto incazzare. L'ho fatto con rimorso, perché lo so che avrei potuto esserci di più. L'ho fatto più spesso con dolcezza, perché come faccio a rimanere arrabbiato con te!? L'ho fatto pensando a tutte le birre che abbiamo bevuto, con il gruppo biancazzurro, andando "appresse a lu Pescare". L'ho fatto pensando alle chiacchiere serie, e quelle leggere, divertenti. L'ho fatto perché sei un mio amico, e l'amicizia, quella vera, non muore mai.
5 aprile 2021
In loving memory
I miei amici non erano particolarmente interessati, ed io sono sempre stato troppo timido e indeciso per prendere e partire senza remore;
Così me ne andavo in giro da giorni con quel pezzetto di carta in tasca, il ritaglio di una pagina di giornale che pubblicizzava l'organizzazione, da parte di un agenzia di viaggi, o qualcosa del genere, di un pullman con destinazione Roma, più precisamente Marino, esattamente il Palaghiaccio di Marino, dove, di lì a pochi giorni, si sarebbero esibiti i Nirvana.
È pomeriggio, sono a casa, pienamente consapevole di quello che voglio, anche se, per qualche motivo, continuo a tergiversare, vago da una stanza all'altra in preda all'indecisione, con quel pezzetto di carta che continua incessantemente a richiamare la mia attenzione.
Poi, all’improvviso, la decisione: mi dirigo senza più indugio verso l'apparecchio telefonico, compongo deciso il numero riportato su quel pezzetto di carta, la linea è libera, il telefono squilla, l'ansia e l'emozione mi trasmettono, adesso, delle belle sensazioni, avrei dovuto farlo prima, avrei dovuto farlo subito, mi ripeto mentre aspetto. Finalmente sento una voce all'altro capo della cornetta, sembra già sapere quello che voglio e, quasi prima che io abbia finito di parlare, gela il mio entusiasmo con una risposta che non ammette repliche: “l'autobus è al completo, i biglietti sono esauriti”...provo lo stesso a replicare, farfugliando qualcosa, ma il tipo è certo di quello che mi ha appena detto, e lo ribadisce: “tutto esaurito”.
Abbasso la cornetta e rimango per alcuni secondi interdetto davanti al telefono silenzioso, la delusione è tanta, ma non posso prendermela con nessuno, se non con me stesso, con la mia apatia, con la mia maledetta indecisione.
Torno in camera e prendo la cassetta di “In utero”, la metto nel mangianastri, alzo il volume al massimo e niente, l'attacco di “Serve the servants” è come sempre fulminante, mi sdraio sul letto, mi accendo una sigaretta, mi immergo nella loro musica, mi rilasso. Con un sorriso penso: “ok cari Nirvana, sarà per la prossima!”
Il 5 Aprile 1994, in quel momento, non esiste.
4 febbraio 2021
A volte la realtà può sparire, o semplicemente nascondersi; diluita nel tempo che scorre incurante, può facilmente sottrarsi al nostro arbitrio e generare universi paralleli, mondi alternativi dove poter gestire il corso degli eventi, deviandoli a proprio piacimento, in modo da evitare gli ostacoli più duri, oppure, come probabilmente più spesso accade, e non senza senso dell'umorismo, in modo da centrarli in pieno.Tutto questo comunque per noi è intangibile, e qualunque nome si voglia dare agli eventi della nostra vita: destino o caso, la realtà sarà sempre e solo il vissuto, l'accadimento, l'istante in corso e la serie di eventi da esso generati. Solo in particolari momenti potremmo riuscire, in parte, ad intuire una molteplicità di piani, uno di questi è senz'altro legato alla nostra attività onirica, ai sogni.
28 dicembre 2020
Del vero amore (un ipotesi)
L’unico vero amore deve necessariamente trascendere noi stessi, superare l’idea esclusiva di un IO affamato di esperienze e legittimazioni, annullarlo, in un certo senso, per espanderlo consapevolmente al di fuori di noi. Il vero amore deve sopravvivere al vuoto che si crea nell’assenza, superare il desiderio di possesso. Ogni ragionamento ulteriore lo mortifica, rendendo materia umana ciò che è divino, puro ed etereo.
È per questo che si ritiene che il vero amore non esista, che lo confondiamo con un sentimento nobile come l’amicizia, che lo barattiamo per la stabilità di una relazione, lo celebriamo senza convinzione, ci rinunciamo in definitiva, declassandolo alla stregua di una favoletta post-adolescenziale.
22 novembre 2020
20 novembre 2020
Chissà qual era la parte del mio carattere che da bambino mi spingeva a non alzarmi dal letto, a non volere andare a scuola, a non poterci andare in effetti, arreso ad una sorta di inedia, per fortuna passeggera, anche se reiterata nel tempo, che mi schiacciava, sovrastando la mia volontà, opprimendo il pensiero, vincendomi. Chissà a cosa sarà dovuta quella parte del mio carattere, quali motivazioni, quali traumi, nascosti ancora oggi alla mia coscienza, avranno contribuito a darle vita e quanto essa sia, invece, parte atavica della mia natura.
30 settembre 2016
14 aprile 2016
27 marzo 2016
Divagazioni
Tendono a divagare in territori astratti, o perfettamente reali, ma fuori contesto.
Come quando a scuola, dopo ore di lezioni utili ma noiose, dirigevano il mio sguardo verso il finestrone centrale della grande aula, e da li, sistematicamente, fuori: verso i palazzi che sorgono nei pressi dell'edificio scolastico, attraverso gli alberi del piccolo parco pubblico, sulle strade trafficate, ed oltre, verso le colline, con i paesi che vi sorgono, spesso contrapposti l'uno all'altro come in gesto di perenne sfida, ed ancora oltre, fino alle alte montagne, che con la loro imponenza chiudono la linea dell'orizzonte, sfumando il verde dei boschi, il grigio della roccia ed il bianco della neve in un azzurro indeciso, indistinto.
Appagati da tanto vagare lo sguardo, e il pensiero, se ne tornavano velocemente indietro, sorvolando in un istante chilometri di spazio, e rientravano da quello stesso finestrone da cui erano usciti;
A quel punto il brusio di fondo della classe mi riportava alla realtà, e la voce imponente e vagamente dispotica della maestra mi scrollava dalle spalle gli ultimi residui di sogno.